Ciao! Sono Hairò!

Sono nata nelle lontane e leggendarie terre del Lunesy. Come tutti ben sanno, la mia terra è famosa perché popolata da creature meravigliose e fantastiche. Gnomi, Fate, Elfi e Folletti, costituiscono gli abitanti di questo verde e rigoglioso mondo. Cresciuta in queste terre, fin da piccola ho sempre giocato con gli Elfi, in particolare con i Fogghy, famosi cantastorie del piccolo popolo. È proprio con loro che io e la mia famiglia, nelle fredde sere d'inverno, ci raccoglievamo intorno ai fuochi alimentati con la magica legna dei Belt (in tutto il territorio del Lunesy è uno spietato delitto bruciare la legna dei comuni alberi, esseri indifesi, incapaci di rigenerarsi velocemente. Per questo scopo si utilizza la potatura magica dei Belt, da cui scaturisce una fiamma calda e inesauribile. Il Belt è un albero incantato, a cui cresce una folta e legnosa chioma: ogni settimana questa chioma deve essere tagliata, potata e pettinata, per permettere alla pianta di crescere sana e forte, tanto da produrre magia nuova e vigorosa, indispensabile per la vita del Lunesy. Così la legnosa potatura si usa come combustibile per i focolari nelle case del territorio). Quante canzoni, quanti racconti conoscevano i Fogghy! La loro maestria nel raccontare e cantare era talmente grande, che ogni volta rimanevo ad ascoltarli incantata e sognante. Fu proprio durante una di queste sere, che appresi dell'esistenza di un popolo arcaico, leggendario, un popolo di folletti schivi e riservati, di innata saggezza e di grande valore, dispensatore di serenità e fortuna, l'antico popolo dei Fungotti, i Folletti dei Funghi. Rimasi talmente incuriosita da quello che appresi su di loro, che decisi di cercarli: ero pronta ad affrontare, se fosse stato necessario, un lungo viaggio, pur di poter incontrare anche se per una volta sola, una di queste deliziose creature. Per tanto iniziai la mia ricerca, per settimane e settimane mi aggirai per i boschi e nelle foreste del Lunesy, sicura che la mia perseveranza un giorno sarebbe stata premiata. È così fu! Un giorno stanca del tanto camminare, mi distesi all'ombra di una grande quercia, ai cui piedi spuntavano due grossi e profumati funghi. Con la mente cominciai a pensare ai piccoli esseri da me ricercati, di come sarebbe stato bello parlare con loro. I miei trasognati pensieri, involontariamente, si tramutarono in parole e le mie labbra impercettibilmente proferirono: "Fungotti venite da me! Io sono vostra amica!". Trascorsero forse pochi minuti da quelle parole, che i funghi sotto la grande quercia si animarono, cominciarono a guardarmi con occhi benevoli e a parlarmi con parole dolci e gentili. Cantilenando mi dissero:
"Son bellino, paffuttello, elegante e cicciottello. Da un funghetto sono nato, in un bosco assai incantato. Una fata mi plasmò e fortuna porterò. Se ogni anno tu vorrai la mia gioia rinnovare, sotto un albero fatato, mi dovrai un po' lasciare … Sol così, parola mia, sarà fatta la magia! E fortuna tutto l'anno, ti darò, senza alcun danno! Il FUNGOTTO del destino … ti starà sempre vicino!".
Scoprii così, con sorpresa, che vivevano più vicino a me di quanto non pensassi! Li trovai allora in ogni luogo, dove sovente crescevano i funghi, abitavano persino sotto il grosso castagno dietro la mia dimora, mentre un'intera famigliola vivena tra le radici sporgenti del vecchio Belt piantato dal nonno. All'inizio fu difficile fare amicizia con loro, e malgrado io fossi abituata a trattare con i folletti, ci vollero mesi prima di conquistare la loro totale fiducia. Tanto fu difficile all'inizio, quanto fu piacevole in seguito. La loro comprensibile guardinga diffidenza, si trasformò in amicizia sincera. (Non bisogna vederli come esseri scontrosi: la diffidenza nasce dalla paura di finire in padella, è l'unica arma di difesa che possiedono, essendo totalmente incapaci di opporsi o di nuocere ad alcuno. Essendo molto simili ai funghi, spesso vengono scambiati per questi ultimi, e come tali raccolti e cucinati. Non diventereste anche voi schivi e diffidenti al posto loro?). Mi accordarono così il permesso di raffigurarli, in modo da rendere nota a tutti la loro esistenza, con la speranza di far nascere scrupolo ed attenzione in quanti si dilettano nella raccolta, soprattutto nelle Streghe Raven che di funghi son golose. È per questo che li riproduco fedelmente, in modo che chiunque voglia, possa ospitare in casa propria un piccolo folletto, un esserino fatato, dispensatore di benessere, fortuna e gioia: il Fungotto.